Il Paguro era una piattaforma di estrazione di metano.
Durante lavori di perforazione, un'esplosione ne provocò l'affondamento.
La struttura rimase sul fondale,
a circa dodici miglia dalla costa ravennate.
Con il passare degli anni il metallo si è trasformato.
Spugne, coralli, crostacei e pesci
hanno colonizzato ogni superficie.
Quello che era un incidente industriale
è diventato un ecosistema
Intorno al relitto si è formata una vera oasi marina.
Le correnti portano nutrimento.
Le strutture offrono rifugio.
La biodiversità è sorprendente.
Tra queste strutture immerse
Tenuta Del Paguro ha iniziato una ricerca.
Affidare il vino al mare.
Lasciare che pressione, luce filtrata e tempo
diventino parte della sua evoluzione.
Il progetto nasce dalla vocazione delle colline romagnole,
dal fascino del mare
e dal desiderio di esplorare nuove dimensioni vitivinicole.
È dalla storia del relitto del Paguro,
raccontata da Tonino Guerra,
che nel 2008 nasce l’ispirazione di Tenuta del Paguro:
affidare il tempo e l’evoluzione del vino al mare.