Nel 1965 una violenta esplosione colpisce la piattaforma metanifera Paguro, al largo della costa di Ravenna.
La struttura affonda lentamente e si adagia sul fondale.
Negli anni il ferro cambia destino.
Alghe, molluschi, crostacei e pesci colonizzano la struttura trasformandola in un reef naturale, raro per i fondali sabbiosi dell'Adriatico.
Oggi l'area è un'oasi marina protetta.
È qui che le nostre bottiglie vengono immerse.
Un luogo nato da una frattura, diventato nel tempo un ecosistema vivo.
Prima del mare c'è la terra.
I vigneti di Tenuta Del Paguro si trovano sulle colline di Riolo Terme, nel paesaggio vicini alla Vena del Gesso romagnola.
I suoli argillosi e calcarei conferiscono alle uve una naturale mineralità e una delicata sapidità.
Coltiviamo varietà autoctone come Albana e Sangiovese accanto a vitigni internazionali come Merlot e Cabernet.
Le viti sono allevate a Guyot e la vendemmia è interamente manuale.
Qui nasce il vino.
Il mare ne cambierà il tempo.
Il rapporto tra il vino e il mare in queste terre è antico.
Nella Ravenna bizantina si parlava di vini “salsi”: vini ottenuti da uve essiccate al sole e, in alcuni casi, accostati all'acqua marina per favorirne la conservazione durante i lunghi viaggi.
Era un sapere empirico, nato dall'esperienza dei mercanti e dei naviganti del Mediterraneo.
Tenuta Del Paguro riprende questa memoria e la porta in una dimensione contemporanea: ciò che un tempo era intuizione è diventato studio, ricerca enologica e osservazione scientifica.
Tenuta Del Paguro nasce da una ricerca iniziata nel 2008.
Da allora studiamo come il mare possa diventare parte del tempo del vino.
A circa trenta metri di profondità il vino incontra condizioni naturali difficili da replicare in superficie:
buio, temperatura, pressione e il lento movimento delle correnti.
In questo ambiente il vino continua la propria evoluzione.
Il mare completa il lavoro dell'uomo.