Da Piattaforma a Cantina

La piattaforma Paguro, varata nel 1963 a Porto Corsini, nel settembre 1965 si preparava all’ultima delle sue missioni: la perforazione del pozzo PC7 per raggiungere un giacimento a quasi tre chilometri di profondità. Era il 29 settembre, quando successe l’inaspettato: la trivella intaccò un secondo giacimento, ricco di gas a pressione elevatissima.

L’incendio

A nulla valsero le misure di sicurezza adottate: la furia degli abissi si scatenò in una rabbiosa ed incontrollabile eruzione. 

La piattaforma travolta si incendiò - ardendo assieme alle vite di tre tecnici dell’Agip: Pietro Peri, Arturo Biagini e Bernardo Gervasoni - e sprofondò negli abissi. Lentamente, gli abitanti dell’abisso si sono appropriati del relitto. Paguri, Scorfani, Astici, Granchi, Ostriche hanno preso dimora. 

La rinascita

Dal 1965 ad oggi la piattaforma metanifera affondata è così rinata, trasformandosi in un’oasi sottomarina, dichiarata nel 1995 Sito di Importanza Comunitaria, che affascina i suoi visitatori con l’incanto delle sue variegate forme di vita. 

Da una catastrofe nasce una meraviglia, suggellando la dicotomia tra passato e presente, stringendo il patto di ieri e di oggi. 

Senza quell'evento nefasto non sarebbe mai nata la dimora delle più strane specie dei nostri mari, non sarebbe mai nata la culla dei vini della Tenuta del Paguro.

Il confronto

Nel 2008, durante una amichevole chiacchierata con Tonino Guerra, Gianluca Grilli viene a conoscenza della storia della Piattaforma Paguro. La curiosità si intreccia con la passione per l’enogastronomia di entrambi, ed inizia un percorso di ricerca enologica da parte di Gianluca, riguardo al rapporto nel tempo tra acqua salmastra e vino. 

Le radici di questo rapporto affondano in profondità nella storia, fin dal tempo degli antichi greci e romani.

L’idea

Con determinazione ed entusiasmo nel 2009 Gianluca Grilli intraprende un percorso di ricerca e innovazione enologica. Con la collaborazione di una squadra di subacquei dell’Associazione Paguro affonda nel reef artificiale, ad una profondità di 30 metri, le casse di vino della Tenuta Del Paguro, per recuperarle dopo il tempo necessario a raggiungere la maturazione ottimale.

In rispetto e tutela dell'ecosistema naturale dell'oasi del Paguro, ogni anno vengono immerse solo 1.200 bottiglie per tipologia di vino.

I nostri vini

Pagurus

Pagurus

Sangiovese

Homarus

Homarus

Merlot

Squilla Mantis

Squilla Mantis

Albana

Nephrops

Nephrops

Cabernet